Case Bio e Protocolli di Certificazione

Il quesito che spesso ci si pone quando l’argomento cade sulle case bio è quello di capire quando questo modello di abitazioni può dirsi davvero ecosostenibile. Per stabilire con precisione tali questioni esistono delle certificazioni a cui fare riferimento. Esistono insomma delle regole precise per cui un’abitazione o un edificio possano definirsi a basso (o nullo) impatto ambientale.

 

La Certificazione Leed

Le case ecologiche devono essere costruite (o ristrutturate) con prodotti per la bioedilizia e metodologie di costruzione a basso impatto ambientale/sociale. Per determinare criteri oggettivi di valutazione sui fattori ecologici di un edificio è stato individuato, appunto, lo standard Leed. Ma di cosa si tratta esattamente? Cos’è la certificazione Leed? Leed è un acronimo che sta per Leadership in Energy and Environmental Design. Si tratta di un sistema di criteri atti a valutare le costruzioni ambientali sostenibili. Nacque nel 1998 negli Stati Uniti per poi diffondersi a livello internazionale. Nell’aprile del 2011 lo standard arrivò anche in Italia e da quel momento ha conosciuto un’espansione importante. Il sistema di certificazione funziona in modo molto semplice: si basa sull’attribuzione di crediti che possono essere riconosciuti soltanto dal Green Building Council Italia (o USA). Si ottengono crediti solo in misura del rispetto di vari requisiti di sostenibilità di un edificio. Una volta sommati i crediti ottenuti, si ottiene un certo livello di certificazione.

 

La certificazione S.A.L.E.

Si tratta di un protocollo di qualità ideato e rilasciato da FederlegnoArredo, l’associazione che raggruppa e rappresenta molte delle aziende italiane che operano nella filiera del legno in edilizia. Tale protocollo è stato sviluppato per favorire la diffusione degli edifici residenziali in legno di qualità e le tecnologie costruttive che sono alla base di questo tipo di soluzioni: i costruttori certificati S.A.L.E., infatti, sono tenuti a rispettare standard di qualità produttivi e realizzativi. La particolarità di S.A.L.E. è che il rispetto del protocollo non si applica alle singole case in legno, ma al processo costruttivo delle aziende produttrici, con validità per entrambi i sistemi costruttivi più diffusi per gli edifici in legno, ovvero Telaio e Xlam. I costruttori di case prefabbricate in legno che aderiscono al protocollo S.A.L.E. sono tenuti a garantire la conformità dell’opera in ogni fase della realizzazione, con visite iniziali in cantiere e negli stabilimenti produttivi e una visita di sorveglianza annuale, con lo scopo di verificare tutti gli aspetti tecnici, operativi e gestionali di tali imprese (dall’acquisto dei materiali alla gestione dei cantieri). L’obiettivo è offrire ai clienti finali uno strumento di tutela efficace per la filiera legno-edilizia, identificando le aziende costruttrici affidabili.

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